Iltermine “Riflessologia” indica lo “studio dei riflessi”, “Riflessoterapia” indica il modo terapeutico di cercare la guarigione attraverso i “riflessi”, determinata con l’eccitazione a distanza dei centri nervosi, individuati come zone corrispondenti e riflesse di organi del corpo

umano locati altrove.

Quindi con il termine “Riflessologia” vengono intese quelle metodiche agenti su punti riflessi del corpo come: Agopuntura, Shiatsu, Auricoloterapia ecc…

Esistono zone i cui queste terminazioni nervose sono più concentrate, appunto le zone terminali del nostro corpo: testa, mani e piedi.

E’ di estrema importanza che nessuna interruzione si possa formare nei canali che convogliano il nostro flusso energetico, per permettere alla nostra linfa vitale di scorrere sempre libera, in modo che ogni organo interno possa sempre ricevere la giusta quantità di energia vitale necessaria al suo buon funzionamento. Si torna quindi al Massaggio come la più antica, primordiale ed istintiva tecnica per stimolare e ripristinare questo flusso.

Dare piccoli colpetti sulla schiena di un bambino provocando il classico “ruttino” è un gesto atavico, fatto con la semplice esperienza tramandata da generazioni, Sotto il profilo anatomico questa manovra si spiega con la stimolo sulla 3° e 4° vertebra dorsale, da cui partono le terminazioni nervose che regolano la parte bassa dell’esofago e la valvola del cardias, interposto tra lo stesso e lo stomaco. Questa è “RIFLESSOLOGIA”.

I concetti e le tavole della moderna riflessologia sono stati messi a punto da due medici americani all’inizio del ‘900, il Dott. Fitzgerald e il Prof. Caligaris. Entrambi, seppure per strade diverse, mettono a punto una mappa zonale dei punti riflessi e delle zone longitudinali

del corpo.

Quasi sconosciuta fino ai primi anni ’80, la riflessologia plantare era considerata dai più come una curiosità, da molti una eccentricità e da alcuni una eresia.

Col passare del tempo, si è sempre più affermata ed oggi non c’è pubblicazione di carattere scientifico che non riservi uno spazio alla sua diffusione.