KAM, cioè la Kinesiologia Applicata al Mentale, per la ricerca del Recettore Attivo Primario (RAP), permette di dialogare con il subconscio della persona nel massimo rispetto dell’altro. Infatti il protocollo contiene tre domande di permesso per poter effettuare una valutazione, se la persona non concede il permesso non si può continuare. Il metodo KAM è ripetibile e standardizzabile in quanto ho provato con altri colleghi ad eseguire il protocollo sulla stessa persona ottenendo le stesse conclusioni.

La soluzione ad una possibile disarmonia, invece dipende dall’esperienza di ogni singolo operatore ma grazie al protocollo può essere specifica per ogni singola persona. Non si assegna l’individuo ad un gruppo patologico e quindi ad un percorso terapeutico assoluto, ma al contrario si costruisce un percorso personale, diverso per ogni individuo.

In pratica il nostro subconscio conosce qual è l’origine del proprio problema e delle proprie sofferenze e conosce anche qual è la soluzione migliore (personale), si tratta solo di saper dialogare con il subconscio e di saperlo “interpretare”

Il protocollo di KAM permette alla persona di prendere coscienza e quale sia l’origine del proprio problema e che la soluzione è possibile.

Permette inoltre all’operatore, seguendo lo schema del protocollo, di misurare il percorso evolutivo nella consulenza e valutazione del soggetto trattato ; non solo ma confrontandosi con il subconscio dell’altro anche l’operatore ne trae giovamento ed è in grado in 20-30 minuti di eseguire un’indagine a 360 gradi

sulla triade CORPO – MENTE – ANIMA in armonia con se stessi, gli altri e l’intero.

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